Aggiornato il 09/05/2012 alle ore 19.49
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Roma, 03 febbraio 2012
| Presidente del Consiglio dei Ministri Prof. Mario Monti |
| Sottosegretario di Stato Presidenza del Consiglio dei Ministri Prof. Antonio Catricala' |
| Ministro dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture e Trasporti Dott. Corrado Passera |
| Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Prof.ssa Elsa Fornero |
| Commissione di Garanzia per l'Attuazione della Legge sullo Sciopero nei Servizi Pubblici Essenziali |
| Osservatorio Nazionale sui conflitti nei Trasporti |
Oggetto: Mobilitazione Generale dei Trasporti con proclamazione dello sciopero generale di 4 ore per tutto il settore per il 1 marzo 2012
Le Segreterie Nazionali Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti proclamano la mobilitazione dei trasporti italiani e lo sciopero generale a livello nazionale di tutto il settore di 4 ore per il giorno 1 marzo 2012.
L'azione e' resa necessaria dalla grave condizione dei trasporti nel Paese ulteriormente aggravata dalle decisioni che il Governo sta assumendo con il Decreto cosiddetto "Crescitalia".
Lo sciopero, che riguardera' tutte le attivita' del comparto trasporti, e' proclamato perché il Governo nonostante le ripetute richieste, ha volutamente ignorato il confronto con il Sindacato sulle enormi questioni aperte, avviandosi sulla strada di liberalizzazioni senza regole e istituendo una nuova Authority alla quale sono demandati anche poteri e funzioni proprie del Governo nazionale e di quelli regionali.
Il Paese ha l'inderogabile necessita' di riprendere a crescere per cui sono improcrastinabili interventi che introducano nel settore dei trasporti una logica di integrazione, capace di selezionare gli investimenti ed individuare i modelli di gestione, per un sistema efficace ed efficiente, integrato tra le varie modalita', sostenibile dal punto di vista ambientale e capace di regolare la libera concorrenza in un quadro di reali garanzie per i cittadini e per i lavoratori del settore.
La politica integrata dei trasporti e' stata ed e' tuttora la grande assente nel Paese, lo testimoniano con grande evidenza gli effetti sia il fermo del trasporto merci sulle autostrade che quello dei taxi nelle citta'.
La manovra cosiddetta "Crescitalia" non contiene al suo interno nessun elemento per cambiare strutturalmente la situazione di disequilibrio tra le modalita' di trasporto ne, tantomeno, indicazioni cogenti e/o incentivi alla mobilita' urbana del trasporto pubblico locale.
Le scriventi Segreterie Nazionali, nel proclamare la presente iniziativa generale di mobilitazione, ritengono indispensabile una politica dei trasporti adeguata alle esigenze di sviluppo e soprattutto che siano evitati interventi sbagliati che aggravano i problemi per i cittadini, per la aziende e per i lavoratori.
Azioni parziali o negative sono destinate a peggiorare la situazione:
- il Trasporto Pubblico Locale, sia su gomma che su ferro, richiede certezza e stabilita' delle risorse ed un progetto industriale per il settore che determini il superamento della enorme frammentazione aziendale, con la previsione di strumenti di gestione delle ristrutturazioni, in assenza del quale si mettera' a rischio la mobilita' collettiva nel Paese;
- nel Trasporto Ferroviario l'ipotesi di scorporo della rete dal sistema FS con il superamento dell'azienda integrata produrra' effetti distruttivi sull'intero sistema industriale ferroviario e aggravera' ulteriormente le condizioni del trasporto regionale e del servizio universale, facendo fare all'intero comparto un ulteriore passo indietro. Resta irrisolto il problema del servizio universale che deve garantire un trasporto ferroviario accessibile da e per i territori che sono al di fuori della copertura dei servizi ad alta velocita'. Il sud del Paese e' stato fortemente penalizzato dall'iniziativa congiunta di Fs e del MIT e gli effetti sui collegamenti notturni sono ancora sotto gli occhi di tutti.
- nell'Autotrasporto, gia' oggi caratterizzato da un' eccessiva offerta e dal dominio quasi totale del trasporto su gomma, si e' ingenerato un mercato selvaggio che ha portato alla situazione insostenibile dei blocchi stradali che hanno superato ogni limite. L'assenza di ipotesi di razionalizzazione dell'autotrasporto finira' per drammatizzarne le condizioni;
- nel Trasporto Aereo la cronica assenza di una politica di sistema e di una regolazione della filiera produttiva e dell'accesso ai servizi, ha determinato nell'intero settore la difficolta' per le aziende italiane a competere nel mercato. Il risultato e' drammatico: migliaia di lavoratori espulsi dal processo produttivo, aziende fallite, fenomeni inarrestabili di dumping sociale e scorribande da parte di aziende pirata che operano fuori legge perfino ricevendo sussidi pubblici diretti o indiretti. E' vitale l'avvio di una seria politica nazionale degli Aeroporti che consenta al comparto di superare una fase storica caratterizzata da spinte campanilistiche, senza una logica di sistema;
- nel Trasporto Marittimo e Portuale la mancanza di iniziative ed investimenti determina l'incapacita' di affrontare l'attuale crisi, condannandolo ad una situazione di arretratezza rispetto alla concorrenza europea e nordafricana. Rimane inoltre improrogabile la necessita' di adeguare il sistema dell'autonomia finanziaria delle Autorita' Portuali al fine di rendere le infrastrutture portuali adeguate ad un mercato internazionale per creare un efficiente sistema logistico/portuale. Tirrenia, nonostante le procedure di gara, il successivo lungo negoziato sindacale e la sottoscrizione dell'accordo tra le OO.SS., la Tirrenia in A.S. e la C.I.N. la privatizzazione della Tirrenia non ha avuto ancora termine a causa delle procedure di verifica che l'U.E. ha posto in essere e non e' nota la posizione del Governo italiano.
- nella Viabilita' restano irrisolti i problemi di Anas e del Settore Autostradale;
- la mancanza di una politica di sistema in settori quali la navigazione sui laghi, l'autonoleggio ed il soccorso stradale, mette in discussione il lavoro e le tutele dei lavoratori; in quello funiviario, il mancato sostegno legislativo ed economico rischia di trascinare al ribasso l'economia di vaste zone montane a vocazione turistica.
La mobilitazione e lo sciopero generale delle lavoratrici e dei lavoratori dei trasporti mira, innanzitutto, a recuperare un confronto di merito con il Governo per rispondere efficacemente alla situazione mediante interventi idonei a creare sistema ed efficienza. Chiediamo un rafforzamento delle regole a tutela del lavoro, a partire dalla definizione dei rinnovi dei contratti di lavoro scaduti anche da oltre tre anni, l'esatto contrario della cancellazione della previsione del contratto nazionale di settore per le imprese ferroviarie contenuta nella manovra.
Le Segreterie Nazionali chiedono pertanto, a partire dalle necessarie correzioni al Decreto, l'apertura di un confronto con il Sindacato. Nella predisposizione ed invio delle norme tecniche di attuazione delle 4 ore di sciopero per ogni singola attivita', si terra' conto delle previsioni di legge, di accordi e di Provvisorie Regolamentazioni per il rispetto di quanto previsto dalla Legge 146/90 e successive modificazioni, per l'esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali.
I Segretari Generali