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SUSANNA CAMUSSO ALLA GUIDA DELLA CGIL.

05.11.2010 - Susanna Camusso è la nuova segretaria generale della CGIL. È la prima donna ad assumere la leadership del maggiore sindacato italiano: “Non siamo il signornò", ha chiarito subito dopo la sua elezione, definendo l'unità sindacale "un bene irrinunciabile".

Quanto alla Fiom ha però puntualizzato: "Non la lasceremo mai sola, mai". Milanese, 55 anni e una figlia di 21, comincia la sua attività sindacale nel 1975 coordinando le politiche di formazione di base per la FLM di Milano, la categoria unitaria dei metalmeccanici CGIL, CISL, UIL.

Dal 1977 dirige la FIOM, la categoria dei metalmeccanici della CGIL, in una zona di Milano per poi cominciare a seguire le politiche del Gruppo Ansaldo. Nel 1980, entra nella segreteria FIOM di Milano, e nel 1986 in quella regionale della Lombardia.

Dal settembre del 1993 alla fine del 1997 è in Segreteria Nazionale della FIOM con la responsabilità del settore auto prima e in seguito della siderurgia. Nel Dicembre ‘97 viene eletta Segretario Generale della FLAI Lombardia, incarico che ricopre fino all’elezione a Segretario Generale della CGIL Lombardia nel luglio del 2001.

Nel novembre del 2005 dà vita, insieme ad un gruppo di altre femministe, al movimento di donne "Usciamo dal silenzio" che organizza il 14 gennaio 2006 una grande manifestazione che porta a Milano da tutta Italia oltre 200mila donne e uomini in difesa della libertà femminile, della legge sull’interruzione volontaria della gravidanza e delle conquiste civili.

Nel 2008 entra nella Segreteria Confederale nazionale della CGIL, con responsabilità su settori molto diversi: politiche dei settori produttivi, cooperazione, artigianato e agricoltura. L'8 giugno 2010 viene eletta vicesegretario generale vicario della CGIL.

Il 3 novembre 2010 è eletta segretario generale della Cgil con il 79,1% dei voti, succedendo a Guglielmo Epifani (insieme a lei nella foto qui sotto), al quale lo accouna una rigorosa formazione socialista-riformista. Il movimento operaio italiano deve molto alle donne, alle molte grandi figure di dirigenti storiche, alle miriadi di quadri intermedi, ai milioni di compagne e lavoratrici costanti, ferme e determinate nel difendere i diritti operai. Da un secolo e più la CGIL è la maggiore organizzazione sociale progressista del nostro Paese.

Dal vuoto politico nasce un rischio per il sindacato: "Sostituirci alla politica, farci partito, sarebbe il nostro più grande errore. Noi difenderemo sempre la nostra autonomia", ha detto la Camusso e ha ragione da vendere nel tener fermo a questo punto. Perché oggi la CGIL è, infatti, praticamente l'unico punto di riferimento per il "popolo di sinistra", rimasto orfano dopo gli tzunami abbattutisi vent’anni fa sui partiti storici del movimento operaio e dopo la lunga fuga valoriale di un’intera generazione di politici spaventati. Abbiamo assistito in vent'anni a giganteschi trasformismi (per lo più contrari a ogni buon senso oltre che al senso di responsabilità).

L'ultimo di questi trasformismi è stato consumato con lo scioglimento dei DS nel PD. L’avventura veltroniana seguitane, disastrosissima quant'altre mai, ha comportato la caduta del governo Prodi, la lacerazione dell’intero tessuto del centro-sinistra italiano, la sconfitta alle elezioni politiche del 2008 e il ritorno di Berlusconi a Palazzo Chigi, le batoste a Roma, in Sardegna ecc., il crollo dei consensi dello stesso PD dal 33% al 23%. Noialtri, per quel che vale, ci siamo opposti per anni alla “deriva degli spaventati”: il PCI-PDS-DS aveva dichiarato solennemente a Firenze nel 1998 di voler costruire anche in Italia un grande partito del socialismo europeo capace di candidarsi al governo del Paese; e quindi non avrebbe potuto abbandonare questo progetto originario, provocando l’ennesima spaccatura all’interno della sinistra italiana e internazionale.

Pensavamo che ciò non sarebbe stato possibile senza causare più o meno questi tre effetti:

  1. un notevole spostamento a destra dell’asse politico in Italia;
  2. un sensibile spostamento a destra dell’asse politico europeo;
  3. un lieve spostamento a destra dell’asse terrestre.

Pensavamo che non avrebbero fatto una cosa così stupida e dannosa. Invece no. E speriamo che sia finita qui.

Vediamo ora se Bersani riesce a recuperare, almeno in parte, il danno. Nel nostro piccolo, noialtri, per quel che vale, l'avevamo detto e ripetuto. Per anni. Nel giugno del 2006 i compagni Belli Paci, Besostri e Pollio Salimbeni promossero a Milano un convegno nel quale, ancora una volta, illustrammo le ragioni per cui era meglio fermarsi prima del disastro.

C'erano Mussi, Salvadori, Spini e altra gente seria. Anche Susanna Camusso intervenne quella sera nella sua Milano. E quando prese lei la parola, tutti, all’Auditorium San Carlo, anche quelli che ancora non la conoscevano, compresero che quella donna incarnava una speranza per la gente dell’intero paese.


Testo dell'intervento al convegno: Sinistra come in Europa. Autonoma, socialista, laica (Milano, 20 giugno 2006) di Susanna Camusso


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